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Apple ha recentemente ammesso un problema nel sistema di dettatura vocale dei suoi iPhone, che in alcuni casi sostituisce la parola “razzista” con “Trump“.
Il bug è stato inizialmente segnalato in un video su TikTok, che in poche ore ha fatto il giro del web, spingendo molti possessori di uno smartphone Apple a condividere esperienze simili sui social network. L’azienda ha assicurato che sta lavorando per risolvere il problema, attribuendolo ad un errore nel modello di riconoscimento vocale che gestisce la funzione di dettatura sugli iPhone.
La dettatura vocale degli iPhone “scambia Trump per razzista”
Secondo Apple, il problema deriverebbe una sovrapposizione fonetica tra le parole “Trump” e “razzista”. Tuttavia, siamo al cospetto di un’anomalia che non si presenta in modo sistematico sugli iPhone:
Alcuni video online mostrano che la sostituzione non avviene in ogni circostanza, suggerendo che il malfunzionamento della dettatura vocale sugli iPhone sia legato a specifiche condizioni o contesti. John Burkey, ex membro del team Siri di Apple, non ha escluso l’ipotesi dello “scherzo interno”, ma l’azienda non sembra confermare questa teoria. Questo bug degli iPhone ha scatenato numerose polemiche, soprattutto da parte dei sostenitori di Donald Trump, che hanno interpretato l’errore come un vero e proprio attacco politico.
Non è la prima volta che le funzionalità di Apple finiscono al centro di controversie. Nel 2018, ad esempio, Siri mostrò un’immagine inappropriata in risposta alla domanda “Chi è Donald Trump?”: un problema causato da modifiche apportate da alcuni editor di Wikipedia alla fonte delle informazioni utilizzate dall’assistente vocale.
Il timing del bug ha ulteriormente alimentato le speculazioni, essendo emerso poco dopo l’annuncio di Apple relativo all’investimento di oltre 500 miliardi di dollari negli Stati Uniti durante i prossimi quattro anni, in un contesto segnato dalle tensioni commerciali legate ai dazi imposti da Trump. Nonostante le critiche, Apple ha ribadito il suo impegno a risolvere rapidamente il problema sui suoi iPhone, ribadendo il fatto che si sia trattato di un errore tecnico e non di un’azione intenzionale.