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Samsung strizza l'occhio alle aziende con SAFE 18 Giugno 2012

Uno dei problemi che i reparti di IT delle grandi aziende stanno affrontando negli utlimi tempi è quello del cosiddetto BYOD, “bring your own device”. In pratica, i dipendenti hanno sempre più la tendenza ad utilizzare in ufficio i propri smartphones e tablet e si aspettano di conseguenza che, qualsiasi sia la marca e modello, il reparto di IT lo accetti.

Per chi si occupa di IT nelle aziende, questa tendenza, si rivela una vera e propria seccatura per una serie di motivazioni ma in particolare perché i device si perdono facilmente e mettono quindi a repentaglio la sicurezza dei dati in esso contenuti. Difficile inoltre avere il controllo su quello che i device possono o non possono fare quando connessi alla rete aziendale.

Samsung SAFE

Proprio per venire incontro a questa crescente richiesta, Samsung ha lanciato il programma SAFE sia per il suo nuovo Galaxy SIII sia per altri device basati su sistema operativo Android. SAFE sta per “Samsung Approved for Enterprise” e mette a disposizione dei responsabili di IT 338 criteri di sicurezza tra cui la cifratura dei dati, il supporto per Microsoft Exchange ActiveSync e il supporto per le VPN. Sul Galaxy SIII, inoltre, ci sono alcune funzioni tra cui GroupCast, che permette di condividere in modo sicuro documenti PowerPoint e PDF e ShareShot, per condividere foto con colleghi.

L’obiettivo di Samsung, con SAFE è quello di incoraggare l’adozione dei suoi device nelle aziende sia da parte di coloro che hanno un iPhone o un BlackBerry, sia da parte di chi ha altre marche di smartphone basati su Android. Per effettuare una “transazione” semplice, Samsung ha anche lanciato un programma chiamato SAFE2SWTICH.



di Antonio Monaco / Telefonino.net
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